Mi gira un link il mio carissimo amico all'ultimo anno di
osteopatia Daniele Marinucci, dice che la signora Viola Frymann (una osteopata dell'età di 92 aa
specializzata nella terapia cranio sacrale ritenuta il vate di questa branca dell'osteopatia) è stata denunciata per atti ripetuti di
grave negligenza e incompetenza. Cerco l'articolo su wikipedia e analizzo
i link. Il primo mi porta al sito quack watch del dott Stephen Barrett, parla
di una azione disciplinare nei confronti della signora Frymann, il direttore
esecutivo del california board of osteopathic examiner ha accusato l'osteopata
Viola Fryman di atti ripetuti di grave negligenza e incompetenza in
relazione alla gestione di un neonato da lei messo a rischio di vita. L’infante
era affetto da un’infezione del tratto urinario a rischio setticemia e la
Frymann si ostinava a trattarlo esclusivamente con la craniosacrale. Indago
sulla credibilità del documento trovato sul sito e ne trovo di simili su altri.
Suppongo la notizia sia alquanto attendibile. Ebbene successivamente scopro che
la signora Frymann è stata ospite di un
programma televisivo ai limiti del ridicolo che si occupava di miracoli. La si
vede presentare un bambino che (a sua discrezione) era costretto su una sedia a
rotelle e che lei dice aver rimesso in piedi. Effettivamente il bambino cammina
sul palco ma ritengo questo tipo di manifestazioni molto plateali e poco
scientifiche, quasi sensazionalistiche direi, atte ad evocare nello spettatore
tutta una serie di distorsioni riguaradanti la conduzione di indagini
attendibili sulla ricerca in ambito medico. In questo modo la signora non solo
manifesta ai miei occhi un bisogno squilibrato di dimostrazione delle proprie
capacità(finalizzate più che altro a nutrire il proprio ego) ma una certa
lontananza dagli ambiti scientifici della ricerca medica. Ho spesso ragionato
coi miei allievi sulla natura dell’ascolto del movimento craniosacrale che
viene propinata durante le lezioni. Si tratta di lavaggio del cervello. Molto
frequentemente l’allievo che riferisce di non sentire alcun movimento del
cranio si sente ghettizzato, inferiore, ipodotato. Non solo: nel momento in cui
io li facevo ragionare sull’improbabilità di sentire movimenti molto al di sotto del
millimetro con le sole mani su una struttura ricoperta di capelli e da almeno mezzo
centimetro di tessuto sottocutaneo,molti si sentivano sollevati e affermavano
di aver pensato diverse volte che fosse improbabile riuscire a sentire
qualcosa. Non contento chiedevo loro come mai la medicina moderna fosse
arrivata ad avvalersi di macchinari come l’ecografia,la risonanza magnetica
nucleare o i raggi x per diagnosticare con certezza le patologie non
diagnosticabili con la sola applicazione della semeiotica e della palpazione. Li
facevo riflettere sul fatto che se fossero bastate le mani queste invenzioni
sarebbero state inutili. Quasi tutti confermavano di aver pensato quello che
dicevo ma che avevano avuto timore ad esprimere il loro parere perché si sarebbero
sentiti degli incapaci. Ragazzi non siete incapaci, semplicemente il cranio non
si muove. Possibile che ci vogliano almeno due anni(come dicono i docenti) per
iniziare a sentire dei movimenti craniosacrali? Possibile che madre natura ci
abbia donato una capacità così altamente discriminatoria da surclassare misurazioni
che necessiterebbero di complicatissimi sistemi laser per essere effettuate? Io credo proprio di no. Certo,con la pratica si impara ad apprezzare alterazioni
della trama tissutale del corpo umano che sfuggono ai più,ma a tutto c’è un
limite. Io sono dell’idea che questo tipo di insegnamenti abbiano un importante
ruolo: affinano le capacità tattili dell’operatore. Il difetto sta nel
mascherarli con abiti che si avvicinano pericolosamente all’esoterismo,privandoli
di dignità scientifica e pratica. Queste abilità hanno un potenziale altissimo. Ci sono
pazienti che, se sapientemente selezionati,possono trarre un enorme beneficio
dai trattamenti manuali. Sarà importante però eseguirli all’interno di confini
stabiliti dalla conoscenza(anatomica,semeiotica,pratica) e dal buon senso nonché
sfruttando e coltivando la capacità di imparare dalle proprie esperienze in
ambito terapeutico. Troppe volte sedicenti professionisti in ambito sanitario
si tacciano di capacità al limite del magico. Il miglior atteggiamento, a mio
avviso, è quello di spiegare in maniera seria e il più possibile scientifica al
paziente il tipo di trattamento che gli si sta offrendo,erudendolo sulle
possibilità di cura autonoma che lui stesso può attuare per mantenere il suo
stato di salute. Molti pazienti che vengono da me dopo aver avuto esperienze con
altri osteopati si stupiscono del fatto che io proponga loro di risolvere il
loro problema in tre quattro sedute ravvicinate per poi fare controlli tre
quattro(a volte addirittura due) volte l’anno. Io rispondo loro che un
operatore serio e preparato (e che non pensa solo ai soldi) facendo così si
occupa del proprio paziente nella maniera più onesta e competente che si possa
immaginare. E’ cercando di insegnare a stare meglio autonomamente ai nostri
pazienti che noi assolviamo al nostro compito nel migliore dei modi ,piuttosto che rendendoli
dipendenti dai nostri trattamenti. Forse sono un idealista ma,credetemi,
trattare i propri pazienti come se fossero persone care rende questo lavoro
stupendo.