venerdì 13 dicembre 2013

La paziente trattata col viscerale.

 Parliamo di trattamenti viscerali in osteopatia. Per quanto io ne sappia, non esistono attualmente studi scientifici attendibili che ne dimostrino l'efficacia. Lo stesso Barral (famoso osteopata in ambito viscerale) ha ammesso, in un articolo,   l'empirismo che caratterizza le manovre viscerali. In quanto uomo di scienza, ho iniziato a farmi delle domande sull'argomento. Ho iniziato a studiare le relazioni  viscerosomatiche che si evincono dalla semeiotica del dolore in ambito viscerale e ho intuito una cosa: massaggiando la pancia qualcosa succede, ma quel qualcosa non è quantificabile ne qualificabile, tantomeno ascrivibile inequivocabilmente all'effetto della manipolazione sui visceri e non ha niente di cosi miracoloso, su una vera patologia, come tanti sedicenti seri osteopati vorrebbero farci credere.  In quei casi per far passare il dolore bisogna curare la patologia primaria (renale,intestinale,gastrica,epatica ecc....), e per curare intendo con la medicina convenzionale, dopo aver fatto analisi del sangue,ecografie e decidendo, come già detto in un precedente articolo, la terapia più idonea(farmacologica,dietetica,chirurgica). Se non bastasse voglio ricordare che la maggior parte dei visceri se non affetti da serie patologie, non sono palapabili, da qui la riflessione sulla improbabilità di trattamenti viscerali complessi e altamente precisi nella individuazione degli organi.  A volte serve il massaggio del pacchetto viscerale,decisamente, aiuta a preparare il terreno per una manipolazione oppure per un massaggio, a volte addirittura a "sbloccare" un dolore difficile da risolvere, ma se il problema risiede nel sistema muscoloscheletrico possiamo passarci anche le ore a massaggiare una pancia,cambierà ben poco.Anche li bisognerà occuparci della patologia primaria e quinidi trattare adeguatamente le strutture coinvolte nell'eziopatogenesi del dolore sia farmacologicamente che manualmente, consigliando di perdere peso o consigliando ginnastica correttiva, in ultima istanza consigliando una visita dal chirurgo. La cosa importante sarà sempre tenere d'occhio i segni clinici di urgenza medica che escludono il paziente dall'inclusione nella nostra selezione. L'unico caso in cui la manipolazione viscerale avrà un buon effetto è quando il paziente non ha nulla di grave. Ma in quel frangente qualsiasi cosa lo farebbe migliorare, anche una tisana.In alcuni casi essa può essere il corollario ad un trattamento completo ma mai potrà essere la base di una seduta.
Questa lunga introduzione per parlarvi di una delle mie pazienti.
Si presenta a studio con dolore lombare e irradiazione alla coscia sinistra, era stata da un collega che le aveva"ravanato"(testuali parole) la pancia per dieci sedute con scarsissimi risultati. A volte le cose sono molto più semplici,la paziente a lavoro manteneva una postura scorretta e non si alzava mai dalla sedia. Correggendola e consigliandole di alzarsi ogni mezz'ora tutti i problemi sono svaniti e in un paio di sedute. A voi le riflessioni.

Approccio alle sedute osteopatiche

Per iniziare vorrei introdurvi nel mondo delle sedute di osteopatia.  Un buon osteopata, preparato e coscienzioso sa,che per risolvere un problema ad un pz laddove non ci sia danno anatomico ci vogliono due o tre sedute. Altro discorso se c'è una lesione;in quel caso sarebbe opportuno inviare il paziente dal medico curante o dallo specialista per decidere di concerto il piano riabilitativo piu adatto dopo aver somministrato la terapia medica(farmacologica, chirurgica,dietetica ecc...) idonea (che tengo a precisare non essere di competenza dell'osteopata ne del fisioterapista).La conoscenza dei segni patognomonici caratteristici delle patologie piu importanti che necessitano di consulto specialistico non possono prescindere la preparazione del serio professionista. Altro discorso va fatto per quanto riguarda le capacità terapeutiche legate alle peculiarità caratteristiche del singolo operatore che possono essere piu o meno sviluppate ma di questo parleremo in seguito; l'argomento necessita un apprendimento a se stante e accurato.